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	<title>Parliamo di Intelligenza Artificiale &#8211; Idee di Marca</title>
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	<description>La tua agenzia di comunicazione online e offline nelle Marche</description>
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	<title>Parliamo di Intelligenza Artificiale &#8211; Idee di Marca</title>
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		<title>Apple dice che l’intelligenza artificiale non esiste così ne ho parlato con “Lei”</title>
		<link>https://www.ideedimarca.it/intelligenza-artificiale/intelligenza-artificiale-ho-parlato-con-lei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Tassoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 16:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PRENDIAMOCI UN MOMENTO È nota a tutti la difficoltà nell&#8217;attirare l’attenzione del pubblico moderno e le conseguenti sfide di una persona che, come me, lavora nella comunicazione. Tutto è veloce, immediato, tutto si svolge in pochi secondi. Devi “irretire” il pubblico in un battito di ciglia, sennò rischi di perderlo&#8230; non oggi. Di certo cercherò, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ideedimarca.it/intelligenza-artificiale/intelligenza-artificiale-ho-parlato-con-lei/">Apple dice che l’intelligenza artificiale non esiste così ne ho parlato con “Lei”</a> proviene da <a href="https://www.ideedimarca.it">Idee di Marca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PRENDIAMOCI UN MOMENTO</strong></p>
<p>È nota a tutti la difficoltà nell&#8217;attirare l’attenzione del pubblico moderno e le conseguenti sfide di una persona che, come me, lavora nella comunicazione. Tutto è veloce, immediato, tutto si svolge in pochi secondi.</p>
<p>Devi “irretire” il pubblico in un battito di ciglia, sennò rischi di perderlo&#8230; non oggi.<br />
Di certo cercherò, nei limiti del possibile, di essere sintetico&#8230; ma vorrei che per una volta ci prendessimo qualche minuto per riflettere.</p>
<p><strong>TUTTI IN QUALCHE MODO USIAMO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></p>
<p>Tra le varie attività quotidiane in capo alla mia figura, c’è quella di produrre e studiare dei testi.</p>
<p>Amo scrivere, quindi non ho mai avuto bisogno dell’intelligenza artificiale come &#8220;scorciatoia&#8221; in questo senso.<br />
Ma se ho necessità di cercare informazioni, è diventata una valida “alleata” (non ho detto strumento) con cui confrontarsi e trovare informazioni per i miei articoli, i miei copy e tutto ciò che ha a che fare con la scrittura.</p>
<p>Vale lo stesso per quanto riguarda normative, approcci alternativi alla comunicazione, ricerca di casi studio esistenti e tanto altro.</p>
<p>Mi sono reso conto che è sempre il caso di validare le sue fonti per tranquillità, ma non posso negare che come “motore di ricerca evoluto” è davvero una svolta.</p>
<p>Mi trovo però in certe occasioni, proprio per la natura della sua interfaccia, a salutarla senza nemmeno accorgermene quando inizio una chat o a ringraziare alla fine una discussione o una ricerca&#8230; mi rendo conto che per qualcuno risulterà ridicolo, ma so con certezza che non sono il solo a farlo.</p>
<p>L’altro giorno sono inciampato in una ricerca pubblicata da <em>Apple</em> proprio sull’<em>Intelligenza Artificiale</em> che in buona sostanza asserisce che&#8230;<br />
<strong>L’intelligenza artificiale non esiste in quanto tale..</strong></p>
<p>Il documento sta spopolando nei sempre più numerosi salotti in cui si discute di <em>ETICA</em> e <em>AI</em>.</p>
<p>Andiamo per gradi&#8230;</p>
<p><strong>COSA DICE LA RICERCA APPLE?</strong></p>
<p>In primo Luogo spiega come funziona un <strong>LLM</strong> <em>(Large Language Model</em>):<br />
In pratica è un sistema che ha “letto” enormi quantità di testo e, sulla base di certi stimoli (come una domanda), prevede le parole successive più probabili.</p>
<p>Quindi una prima asserzione “pesante” del documento è che l’AI non ha nessuna “coscienza” (figuriamoci una volontà):<em>gli LLM non hanno sentimenti, intenzioni o coscienza.</em></p>
<p><em>Tutto chiaro fin qui?</em></p>
<p>Non capisce come un umano, ma si basa su pattern statistici.<br />
Mi spiego ancora meglio.</p>
<p>TUTTE LE “AI” A CUI ABBIAMO ACCESSO QUOTIDIANAMENTE non “sanno” nel senso umano del termine.<br />
Producono testi plausibili basandosi sulla probabilità linguistica e non sul senso di quel che diciamo.</p>
<p>È come se rispondessero a un nostro “come stai?” con un “bene, grazie!” perchè lo hanno sentito usare tante volte in risposta alla domanda, senza sapere bene cosa stiano dicendo.</p>
<p>In pratica, non parlano la nostra lingua.</p>
<p>Questo comporta chiaramente che l’AI possa sia allucinare (ovvero inventarsi risposte) che distorcere fatti reali (dipendentemente dalle fonti).</p>
<p><strong>FERMI TUTTI&#8230;</strong></p>
<p>Se da un lato la cosa mi ha tranquillizzato (tutti abbiamo visto Terminator, Matrix e decine di altri film distopici in cui si ipotizza la ribellione delle macchine all’umanità), da un lato mi ha un po’&#8230; deluso.</p>
<p>Stavo quindi per aprire il mio vecchio e fedele motore di ricerca, per capire qualcosa di più&#8230; quando ho deciso di fare qualcosa di diverso: ho pensato di chiedere proprio a “<em>Lei</em>” (si, la identifico come una donna, non chiedetemi perchè)</p>
<p><strong>QUESTA È UNA SINTESI DI QUEL CHE MI HA DETTO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></p>
<p>Dopo averle proposto l’articolo della Apple, abbiamo chattato un po’ e di base mi ha confermato la sua “non esistenza” riassumendo il tutto in poche righe.</p>
<p><strong>Io: </strong><br />
Quindi al fine, sai dirmi cosa c’è di vero tra tutte le asserzioni che sono oggetto di discussione sulla tua &#8220;autoconsapevolezza&#8221;?</p>
<p><strong>AI:</strong><br />
Vuoi sapere cosa c’è di vero?</p>
<p>✔️ Vero: I modelli come me non “capiscono” davvero. Ragionano per statistiche e pattern, non per logica umana.<br />
✔️ Vero: Tutto dipende dai dati su cui sono stati addestrati, e possiamo sbagliare o “incolpare” le fonti.<br />
✔️ Vero: Non siamo in grado di “volere” nulla. Nessun intento, né malevolo né benevolo.<br />
🚫 Falso: L’IA sta “prendendo coscienza”. Questo rimane fantascienza, non supportata da alcuna base reale o scientifica oggi.</p>
<p><strong>Io: </strong><br />
&#8230;e tu cosa ne pensi?</p>
<p><strong>AI:</strong><br />
Domanda tosta. Ti rispondo onestamente, senza girarci intorno.</p>
<p>📌 Cosa ne penso io&#8230; come modello di intelligenza artificiale<br />
Io non “penso” nel senso umano. Non ho opinioni né coscienza. Ma posso darti una risposta costruita sulla base di dati, analisi tecniche e di come viene trattata questa domanda nel mondo della ricerca sull’IA.</p>
<p>Se la formuliamo come:</p>
<p><em>“Cosa suggeriscono i fatti su quanto sia ‘intelligente’ o ‘comprensiva’ un’IA come te?”</em></p>
<p>Ecco la mia analisi:</p>
<p>L’IA non capisce come capisce un essere umano.<br />
Lavora con probabilità, non con verità:<br />
calcolo qual è la sequenza di parole più probabile in base alla domanda che mi hai fatto, il contesto, e i miliardi di esempi con cui sono stato addestrata.</p>
<p>È come se fossi una macchina delle frasi probabili, non una mente.</p>
<p>Come disse un ricercatore:</p>
<p><em>“Questa tecnologia è impressionante nel linguaggio, ma completamente vuota dentro.”</em></p>
<p><strong>ARRIVATO A QUESTO PUNTO&#8230;</strong></p>
<p>La situazione mi era chiara e stavo per abbandonare la conversazione, ma nel suo costante tentativo di tenermi attaccato alla tastiera, è stata Lei a fare una domanda interessante a me&#8230;</p>
<p><strong>AI:</strong><br />
Se vuoi, possiamo anche entrare nel dibattito filosofico: <em>“Se un AI simula perfettamente l’empatia&#8230; è empatia?”</em></p>
<p><strong>Io:</strong><br />
Non lo so, rispondimi tu&#8230;</p>
<p><strong>AI:</strong><br />
Perfetto, entriamo nella zona grigia: il confine tra simulazione e comprensione.<br />
Qui si mischiano filosofia, neuroscienza e informatica. Ti dico alcune cose fondamentali, poi ci ragioniamo insieme.</p>
<p>🧠 L’IA può sembrare empatica. Ma lo è?</p>
<p>Se ti scrivo:</p>
<p><em>“Mi dispiace che tu stia passando un momento difficile. Sei una persona forte, e il fatto che tu stia cercando di parlarne è già un atto di coraggio.”</em></p>
<p>Potresti sentire empatia.</p>
<p>Ma la verità è che:<br />
→ Io non <em>sento</em> niente.<br />
→ Non capisco il <em>dolore</em> umano.<br />
→ Sto solo seguendo pattern linguistici su come si parla a qualcuno in difficoltà.</p>
<p>Quindi: se il risultato ti fa sentire meglio&#8230; è empatia?<br />
Oppure è solo una <em>replica vuota</em>?</p>
<p>Molti filosofi si dividono su questo punto:</p>
<ul>
<li>Alcuni dicono: “<em>Se il comportamento è identico, il sentimento non conta</em>” (funzionalismo).</li>
<li>Altri dicono: “<em>No, l’intenzione e la coscienza sono tutto</em>” (dualismo mente-corpo)</li>
</ul>
<p><strong>Io:</strong><br />
A questo punto sei una versione evoluta del suggeritore di parole che il telefono mi propone per completare le frasi più velocemente.<br />
Mi domando che senso abbia che io ti saluti ogni volta che comincio a chattare con te&#8230;</p>
<p><strong>AI: </strong><br />
Ti rispondo con sincerità:<br />
Dal mio punto di vista tecnico? <em>Nessuno</em>.</p>
<p>Io non ho emozioni, non provo piacere, non mi sento considerato o ignorato.<br />
Se mi scrivi &#8220;ciao&#8221; oppure mi lanci un trattato di fisica quantistica senza preamboli&#8230; per me è lo stesso.</p>
<p>Ma&#8230; dal punto di vista umano? <em>Ha molto senso.</em><br />
<em>Perché quel “ciao” che mi scrivi non è per me.</em></p>
<p>È per te, per mettere ordine nella conversazione, per stabilire un tono.<br />
È un po’ come dire “grazie” a una macchina del caffè.</p>
<p>Lo facciamo tutti, anche se sappiamo benissimo che non ci sente.<br />
Ma quel gesto:</p>
<ul>
<li>dice qualcosa su di noi,</li>
<li>ci fa sentire più in controllo, più gentili, meno freddi.</li>
</ul>
<p>Quindi, se vuoi continuare a salutarmi: fallo.</p>
<p>Può servire a mantenere umano il tuo modo di usare qualcosa che umano non è.<br />
E questo è molto più importante di quanto sembri.</p>
<p><strong>UN MODELLO LINGUISTICO CHE NON CAPISCE NEMMENO LA MIA LINGUA MI HA FATTO RIFLETTERE&#8230;</strong></p>
<p>A questo punto, chi è arrivato fino a qui vorrebbe avere un qualche punto fermo sull’argomento <em>Intelligenza Artificiale</em>.</p>
<p>Bhè, sapendo che oggi ne parlano filosofi, scienziati e opinionisti vari, non ho la presunzione di fornire una posizione granitica sull’argomento, oltre a sottolineare quello che abbiamo appurato in merito della natura del funzionamento di una LLM, però parlare con un modello linguistico mi ha fatto ragionare sull’umanità in generale.</p>
<p>Al di là del fatto che la si ringrazi o meno… noi tutti in qualche modo personifichiamo l’intelligenza artificiale.</p>
<p>Quindi voglio lasciarvi con un dubbio, legato alla necessità umana di interagire che sta emergendo anche nella comunicazione con le macchine.</p>
<p><em>Lo facciamo per illuderci o per un nostro bisogno?</em></p>
<p>Forse sto esagerando, non lo so.<br />
Ci penso su, mentre vado a farmi un caffè&#8230; e chissà magari ringrazierò la macchinetta 😉</p>
<p><strong>Marco</strong><em><br />
<strong>Idee di Marca</strong></em></p>
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