Arriva il dislike su Instagram, ma non è quello che pensate… è una cosa buona

dislike Instagram
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ULTIMO AGGIORNAMENTO
26 Agosto 2025

Uno dei risvolti forse più controversi dell’universo dei social media, oltre all’oggettificazione della vita (conseguenza diretta della dilagante tendenza a mostrare un’apparenza sempre più patinata e ostentata) e alla perdita di attenzione verso i contenuti di valore da parte degli utenti (sostituiti da post sempre più rapidi e vuoti) è rappresentato dal fenomeno, ormai diffuso, dei cosiddetti “leoni da tastiera”.

Occupandoci di comunicazione aziendale stiamo sempre molto attenti nel ponderare quello che scriviamo creando contenuti che rispecchino il Tone of Voice dell’azienda (concordato preventivamente con la proprietà) cercando di renderli, per così dire, inattaccabili.

Quindi non capita praticamente mai di trovarci di fronte a commenti offensivi prodotti dai temutissimi “haters” che spadroneggiano, nascosti in bella vista, sulle piattaforme social.
Nonostante (fortunatamente) la fattispecie non ci abbia mai toccato in maniera diretta, conosciamo bene questo fenomeno che, fino ad oggi, è sempre sembrato.

COME PUO’ L’INTRODUZIONE DEL “DISLIKE” MIGLIORARE UNA SITUAZIONE DEL GENERE?

A dire la verità quando abbiamo letto i vari titoli sull’argomento la prima cosa che abbiamo pensato è stata… Ecco ci mancava solo questo

Ma naturalmente è nostra prassi andare alle fonti dell’informazione e possiamo asserire con certezza che, alla luce di quel che abbiamo letto, il “Dislike” non solo è un qualcosa di positivo, addirittura potrebbe rivoluzionare il mondo dei social media e, perché no, creare una sorta di autoregolazione che colpisce proprio gli “haters”, spingendo inconsapevolmente il pubblico di Instagram a vigilare e a difendere i più deboli ed esposti senza manifestarsi in un accanimento contro coloro che producono commenti negativi…

Come è possibile?

PER CAPIRLO, VEDIAMO COME FUNZIONEREBBE IL DISLIKE

Innanzitutto non sappiamo se il test avrà buoni risultati e diventerà quindi una realtà concreta. Per ora sappiamo solo che si tratta di una prova attualmente disponibile solo per un gruppo molto ristretto di utenti.

Altra questione, non di poco conto, il pulsante apparirebbe solo accanto ai commenti (su post e Reels)

Ed ecco la cosa interessante, quella che potremmo definire una svolta: non ci sarebbe nessun contatore visibile: gli utenti potrebbero premere “dislike” in modo anonimo, senza mostrare conteggi o indicazioni pubbliche.

Nessuna influenza, nessun offesa… solo un “voto anonimo” a un commento.

L’unica entità che raccoglierebbe questi “segnali” sarebbe proprio l’algoritmo.
Per una volta potremmo essere noi a facilitare il lavoro dell’intelligenza artificiale.

COSA FA L’ALGORITMO CON QUESTI SEGNALI ANONIMI?

Immaginate il sistema di monitoraggio dei commenti come un assistente automatico che cerca di capire quali siano fastidiosi, inutili, o tossici. Trattandosi di un mole enorme di dati, quello che opera sarebbe un sistema automatizzato equipaggiato (come anticipato) con una intelligenza artificiale.
Per svolgere il suo compito dovrebbe identificare i commenti negativi (per così dire) in base a una serie di criteri: ad esempio le parolacce.

Ma come abbiamo spiegato in questo articolo l’intelligenza artificiale non capisce realmente la nostra lingua e quindi non identifica sempre un commento sarcastico o provocatorio, né tantomeno comprende alcune allusioni. Questo significa che limitare il filtro alla ricerca di parolacce renderebbe il sistema semplicemente… inefficace.

Ma se tanti utenti diversi anonimamente (quindi non influenzati dagli altri) cliccassero su “dislike” per dire la loro su di un commento, Instagram capirebbe che qualcosa non va e il commento verrebbe nascosto, o spinto più in basso.

Inoltre si sta valutando anche la possibilità di inviare un avviso all’autore del commento “velenoso” nel caso questi ripetesse sistematicamente un comportamento minatorio nei confronti di un certo utente o di vari utenti.
In pratica verrebbe identificato come “leone da tastiera” e giustamente redarguito.

QUESTO POTREBBE RENDERE INSTAGRAM PIÙ “AMICHEVOLE”?

Molte persone non riescono a trovare il loro spazio sui social proprio perché sono terrorizzate dal giudizio degli altri e temono di essere esposti al “pubblico ludibrio”.

Peraltro queste “condizioni” stanno assumendo dei connotati quasi clinici (FAD – Fear of Audience Disapproval o FOPO – Fear of Other People’s Opinions).

Bhè, questo sistema potrebbe sciogliere tale nodo in maniera indolore, anche per gli haters colpiti dal dislike, infatti nessuno vedrebbe quanti dislike riceve.
Questo vuol dire che non ci sarebbe umiliazione pubblica né tantomeno il rischio di “bullismo a suon di dislike”.

Senza contare che l’algoritmo potrebbe nascondere commenti tossici, lasciando in evidenza quelli più utili o costruttivi.

Qualcuno potrebbe obiettare che esiste già la segnalazione dell’utente in caso di commenti “sgradevoli”. Però segnalare un commento è decisamente un’azione “estrema”, mentre il “dislike” permetterebbe semplicemente all’utente di dire che quel determinato commento non piace.

In sintesi il dislike, così come è stato pensato, è più simile a un feedback anonimo che ai dislike di YouTube o Reddit. Servirebbe solo a soccorrere e nutrire l’algoritmo laddove non è in grado di arrivare e a rendere la fruizione dell’esperienza Instagram più gradevole, senza creare guerre di like/dislike tra utenti, rimettendo ordine laddove l’ordine troppo spesso viene a mancare.

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