La progettazione, nell’accezione più ampia del termine, è una parte centrale del nostro mestiere.
Questo si traduce in un profondo lavoro di studio e analisi: elementi imprescindibili della professione che svolgiamo.
Ma il bello del nostro quotidiano è che molto spesso essere professionali non si riduce a questo: anzi, ci dà la possibilità di realizzare soluzioni creative dando spazio alla fantasia.
Di questo vogliamo parlare oggi: di fantasia… ma anche di tanta tanta pazienza.
Una delle esperienze che ricordiamo con più affetto e forse una di quelle in cui ci siamo divertiti di più negli ultimi anni, nacque da un brief molto preciso proveniente dagli amici del CONIP (COnsorzio Nazionale Imballaggi Plastica).
Era il 2019 e ci trovavamo nel pieno del periodo in cui non si faceva altro che parlare di plastica come qualcosa di negativo e inquinante.
Sappiamo bene che la plastica non inquina di per sé… siamo noi che ne facciamo un utilizzo sconsiderato.
Il Consorzio è molto noto per le cassette (generalmente) “nere” in plastica utilizzate per lo più per i prodotti ortofrutticoli, con cui ognuno di noi si è trovato certamente in contatto almeno una volta nella vita.
Quello che molti non sanno è che queste cassette appartengono a un circuito virtuoso che le crea, le distribuisce, le raccoglie e le ricicla all’infinito, generando un risparmio energetico misurabile che riduce l’impatto ambientale della plastica impiegata per produrle.
Nello specifico il consorzio ci chiese di realizzare un video da divulgare negli appuntamenti fieristici, molto presenti nella loro timeline comunicativa annuale, e anche sulle piattaforme social per raccontare proprio il funzionamento del sistema CONIP mettendo in evidenza le misure del risparmio in modo che fosse facilmente comprensibile per tutti.
Sembra facile, no?
Ci siamo rimboccati le mani, abbiamo analizzato a fondo il sistema CONIP, abbiamo realizzato una sorta di “timone” dei concetti da divulgare e abbiamo messo su carta una bozza di storytelling.
Ma come rendere davvero unico un video senza cadere nella graficizzazione selvaggia della numerica?
Abbiamo pensato a varie ipotesi finchè, mentre stavamo realizzando uno shooting fotografico delle cassette, ci siamo trovati a “giocherellare” con l’elemento che è alla base di tutto il processo: il “macinato”.
Di cosa si tratta?
Quando le cassette vengono recuperate per facilitare la fusione e l’iniezione negli stampi per creare delle nuove cassette, queste vengono prima ridotte ai minimi termini attraverso il processo di triturazione, la cui risultante è proprio il “macinato”.
Manipolandolo, ci siamo accorti che era possibile disporlo in modo tale da disegnare forme semplici ma significative.
La scintilla accende il lampo di genio: perché non produrre il video, sulla base dello storytelling già ideato, con la tecnica dello Stop-Motion?
Per chi non sapesse di cosa si tratta, è la tecnica che permette di animare praticamente ogni cosa producendo micromovimenti di oggetti inanimati che, fotografati e montati in successione in una sequenza video, forniscono l’impressione del movimento.
Volevamo animare disegni creati con il particolato…
Difficile? ma non impossibile!
Tra l’idea e l’inizio del meeting creativo saranno passati una manciata di secondi… ed eccoci tutti insieme in sala riunioni a definire eventuali paletti creativi, soluzioni pratiche per realizzare set e immagini grafiche di riferimento per creare le figure di base da animare.
Abbiamo contattato immediatamente il CONIP per chiedere il macinato necessario (senza dare troppe spiegazioni), che si è prodigato per farlo arrivare con un corriere espresso in un paio di giorni.
Aspettando il macinato abbiamo realizzato il set.
Alla base era montata una lavagna luminosa, sopra una serie di fogli di plexiglass trasparenti su cui produrre i singoli frame, tutti disegnati modellando il macinato con delle pinzette dal becco curvo (ci fanno ancora male le mani a pensarci) infine, in alto, una fotocamera sospesa in posizione zenitale per immortalare le singole scene.
Il funzionamento era abbastanza semplice: era sufficiente inserire l’immagine di riferimento stampata in grande nell’intercapedine tra lavagna luminosa e plexiglass.
La luce della lavagna avrebbe proiettato il disegno di riferimento sul plexiglass superiore permettendoci di disegnarvi sopra con il particolato…
il tutto è stato fatto con una pinzetta col becco curvo (ci fanno ancora male le mani a pensarci) e tanta tanta pazienza.
Primo disegno, secondo disegno… e così via per tutte le 4000 immagini (e relative foto) realizzate.
Una volta terminata la parte di produzione delle immagini e delle foto, siamo passati alla color correction, al montaggio e all’inserimento della musica…
Quando lo abbiamo terminato e proiettato in sala riunione, il risultato ci ha emozionato.
Le reazioni del pubblico?
Non solo gli amici del Consorzio si sono entusiasmati (all’inizio sono rimasti letteralmente a bocca aperta) ma è stato anche un vero e proprio successo in fiera.
Il video proiettato su un enorme ledwall largo 5 metri ha attirato tantissimi curiosi, che hanno voluto dettagli, si sono informati e di conseguenza hanno fatto registrare al CONIP tantissime presenze presso lo stand e hanno fatto raccogliere loro tantissimi contatti.
A onor del vero mentre scriviamo questo articolo, nel riguardarlo ci emozioniamo ancora un po’: facciamo davvero il lavoro più bello del mondo.
Buona visione