Quanto conta un e-commerce?… E quanto conta in un e-commerce l’esperienza utente?

Scopri quanto conta in un e-commerce l’esperienza utente con errori comuni e soluzioni
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ULTIMO AGGIORNAMENTO
10 Febbraio 2026

Quando si costruisce una strategia di vendita per un brand, salvo rari casi in cui la deperibilità del prodotto è alta o la shelf-life è ridotta all’osso, non prendere in considerazione l’attivazione dell’e-commerce vuol dire semplicemente… perdere una fetta del mercato in forte crescita.

C’è ancora qualche scettico riguardo questa affermazione?

Se ci fosse, ecco qualche dato…
Il mercato globale dell’e-commerce si stima raggiungerà un valore di circa 3,66 trilioni di dollari nel 2025, con un tasso di crescita previsto di circa 6,29% tra il 2025 e il 2030 (fonte statista.com)
Sempre secondo stime globali, ci saranno circa 4 miliardi di utenti e-commerce entro il 2030… la metà della popolazione mondiale.

Cosa si compra online? di tutto…
Per quanto riguarda la quota delle vendite retail che avvengono online: nel 2025 si prevede che circa il 21% del totale sarà e-commerce (fonte market.biz).

Ma era necessario un dato a supporto di un qualcosa che è palpabile nell’aria?
Sappiamo tutti quanto l’e-commerce stia diventando importante tra gli asset di vendita di una azienda.

Proprio per questo la disciplina che studia lo sviluppo degli e-commerce è cresciuta esponenzialmente, e con essa è aumentata l’attenzione all’esperienza utente (spesso abbreviata in UX ovvero USER EXPERIENCE).
Starete sicuramente pensando ai Marketplace più famosi, come AMAZON e ZALANDO che hanno fatto dell’e-commerce il canale di vendita primario.

Ve lo concedo…

Ma i siti e-commerce “a marchio” si stanno diffondendo sempre di più, perché permettono al pubblico una correlazione più intima e diretta col brand e con l’azienda.

Quindi se ci si potesse limitare a un becero “clicca qui” o “compra là” l’e-commerce sarebbe poco più di una banale “accozzaglia di pulsanti a forma e-commerce”.

Ovviamente non è questo lo spirito giusto per crearne uno.

Realizzare un e-commerce vuol dire trasmettere l’essenza dell’azienda tanto quanto lo si fa in un sito vetrina, offrendo un’esperienza d’acquisto “paragonabile” a quella effettuata in negozio:
l’esperienza online, deve stimolare l’emozione della scelta, alimentare la voglia di possedere l’oggetto e, perché no, strappare un sorriso… proprio come nel punto di vendita fisico.

Per fare questo occorre progettare la struttura tanto quanto il percorso d’acquisto, perché un sito e-commerce ben strutturato può fare la differenza tra un carrello abbandonato e una vendita portata a casa.

Ma cosa significa davvero avere una buona UX in un e-commerce?

Vediamo insieme gli elementi chiave che influenzano l’esperienza dell’utente e come ottimizzarla per migliorare le vendite partendo dagli errori più comuni.

Errori comuni che penalizzano le vendite online

  • Navigazione complessa: troppe categorie o una struttura disordinata possono confondere l’utente… facendolo perdere letteralmente durante l’esplorazione e spingendolo a un certo punto a demordere e ad abbandonare il sito.
  • Processo di checkout lungo e complicato: una volta che l’utente ha cliccato su “compra ora” … “ora” deve voler dire “adesso”. La velocità del check out amplifica la voglia di portare a casa l’acquisto e allo stesso tempo evita che l’utente abbia ripensamenti dell’ultimo momento… dati alla mano, molto più frequenti di quello che si pensi.
  • Mancanza di fiducia: informazioni poco chiare su spedizioni, resi e pagamenti riducono la sicurezza dell’utente. Patti chiari e amicizia lunga, queste sono le logiche che stimolano l’acquisto di un prodotto senza averlo tra le mani.
  • Scarsa ottimizzazione mobile: con il crescente uso degli smartphone per gli acquisti online, un sito non responsive è una condanna. Velocità, adattamento dell’esperienza a un monitor verticale sono le chiavi di volta per rendere il customer journey più gradevole e rapido.

Da dove partire?

Bhè, noi abbiamo anni di esperienza nel settore e naturalmente creiamo gli e-commerce sulla base di logiche consolidate comuni a tutte le piattaforme di acquisto, ma valutiamo caso per caso cercando di creare un’interazione unica e personalizzata che mette in contatto, non tanto il “pubblico”, quanto il singolo utente con chi propone.

Detto questo, per amore di condivisione, possiamo delineare qualche dritta che, in generale, è sempre il caso di tenere presente.

Best practices per una navigazione intuitiva e checkout senza frizioni

  • Mantenere un menu chiaro e ben organizzato, con un sistema di filtri efficace per agevolare la ricerca dei prodotti: mai mettere l’utente nelle condizioni di domandarsi: “ma dove cavolo è?”
  • Inserire recensioni e testimonianze concrete, per creare fiducia e ridurre le esitazioni nell’acquisto: si tratta di fare in modo che l’esperienza di altri utenti sia condivisa con chi ha ancora qualche dubbio o vuole semplicemente essere rassicurato.
  • Migliorare la velocità di caricamento, evitando immagini pesanti e ottimizzando il codice del sito: Google ha evidenziato che un ritardo di pochi secondi può portare a una riduzione significativa del tasso di acquisto.
    Qui si potrebbe entrare nel tecnico, ma non preoccupatevi, vi basti sapere che a questo ci pensiamo noi 😉

La disciplina degli e-commerce è complessa, molto affascinante e in continua evoluzione.
In Idee di Marca crediamo che ogni progetto digitale sia un equilibrio continuo tra bellezza e funzionalità, creatività e performance.

Dietro ogni scelta progettuale ci sono studio, aggiornamento costante e la volontà di creare esperienze capaci di connettere davvero brand e persone.

Perché un e-commerce efficace non nasce solo da una buona idea, ma da un lavoro appassionato che unisce strategia, design e cura dei dettagli.

È questo il modo in cui lavoriamo ogni giorno, con la passione e la voglia di trasformare la comunicazione in uno strumento concreto di crescita per le aziende.

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