Parliamo un po’ di merceologia, marketing e problem solving.

Se parliamo di prosciutto, l’associazione di idee immediata per il pubblico italiano è mediamente quella di un prodotto pregiato ma legato alla tradizione popolare contadina.
È noto a tutti che ci sono tantissimi tipi di prosciutto, ma molti non sanno che ne esistono alcuni che hanno un valore ed un costo elevatissimo, tanto che sono diventati un prodotto del food luxury, al pari del caviale o dello champagne.
In particolare tra i jamon di ghianda iberici troviamo il Pata Negra, dal nome della razza di suino dal quale viene prodotto (Pata Negra=unghia nera), un prosciutto che può arrivare a costare anche dieci volte il prezzo di alcuni tra i più pregiati prosciutti nostrani.

La distribuzione moderna italiana, che ormai ha introdotto in assortimento praticamente qualsiasi tipo di bene, sta provando ad inserire il Pata Negra con risultati per ora non particolarmente apprezzabili. Questo in parte è probabilmente dovuto alla sua battuta di cassa molto alta, ma è solo questo?

Tanto ci ha chiesto Frutina Import Export il nostro cliente di estrazione spagnola ha programmato l’importazione del prodotto in Italia con l’idea di commercializzare un nuovo marchio.
Ci ha commissionato di indagare la categoria merceologica, di progettare questo brand e di apporlo su di un packaging che ne mettesse in evidenza i valori aggiunti e sconfiggesse la diffidenza dei consumatori italiani…

A noi piacciono le sfide… così, ci siamo attivati, naturalmente partendo dall’analisi di categoria.

Come si presenta il prodotto.
Innanzitutto la fetta è molto differente da come siamo abituati ad apprezzarla in Italia.
Quando andiamo al supermercato tendiamo a richiedere una sezione sottile, a differenza di quella del Jamon iberico che è tagliata al coltello, quindi più spessa e “grossolana”.

A proposito del packaging
Il prodotto si presenta per lo più sottovuoto in una skin (vestita da un cluster in cartone) che ne conserva le caratteristiche organolettiche ma effettivamente non ne trasmette il valore.

Tra l’altro per gustare al meglio il prodotto è necessaria una breve procedura per farlo “rinvenire” nel momento in cui viene tirato fuori dall’involucro, che molto di rado viene esplicitata sulle confezioni.

Una delle cose che più ci ha colpito nelle analisi fatte sui competitor è che un valore aggiunto tanto importante come la stagionatura (che può superare i 40 mesi) non viene quasi mai messa in evidenza, così come la lavorazione e il processo produttivo, che sono altrettanto importanti.
Sempre durante la nostra ricerca tra i competitor abbiamo determinato che ci sono due differenti approcci al packaging: uno in cui il prodotto è a vista e uno in cui il prodotto non è visibile.
Secondo le nostre indagini questo avviene in base alle richieste specifiche della catena della grande distribuzione che decide di mettere il prodotto sui propri scaffali.

Quindi…
Alla luce di queste considerazioni abbiamo deciso di creare un brand che portasse con sé l’animo iberico ma di facile lettura per il pubblico italiano ed una confezione che coinvolgesse con un alto valore esperienziale, propagato dal momento in cui il prodotto viene preso in mano, fino al momento in cui viene consumato.
Abbiamo creato pertanto un vero e proprio unboxing per un bene che attira l’attenzione di chi acquista la prima volta, stuzzica il consumatore che conosce la categoria, fornendogli dignità, freschezza visiva e prestigio.

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