C’è una bella differenza tra una foto di cibo e il Food Photography.

Basta lasciare scorrere il dito sui social media per rendersi conto di come ormai chiunque sia in grado di fotografare il cibo,

ma il Food Photography professionale… non è la stessa cosa.

La differenza non è banalmente legata all’utilizzo di apparecchiature professionali (da non escludere in ogni caso) è più una questione di spazio creativo che può e deve estendersi ben oltre il piatto.

Differenza con una foto food professionale.

Differenza di una foto non professionale ed una professionale.

In particolare quando riguarda la produzione di uno chef di cui si deve condividere l’arte, l’ingegno e la creatività attraverso un singolo scatto, questo diventa un vero e proprio progetto.

È noto come il concetto stesso di progetto sia figlio dell’esperienza e del metodo, così come il Food Photography è sempre inequivocabilmente una questione di consapevolezza del prima del durante e del dopo.
In altri termini è fondamentale avere già in testa un’idea del risultato finale, lasciando però alla luce la possibilità di guidare lo scatto verso un momento perfetto: una goccia, del vapore, un guizzo di luce…

D’altronde il Food Photography è, forse in gran parte, conoscenza proprio della luce e di come essa accarezza le diverse consistenze della “materia viva” e le mette in risalto.
Ma anche in questo caso non possiamo limitarci a quello che c’è nel piatto.

backstage sessione di food photo, umberto-luce

Proprio nell’ottica di progetto l’ambientazione deve essere una cornice coerente, ha perciò spesso un peso fondamentale nella risultante delle forze attive sullo scatto.
Il fotografo professionista deve essere in grado di rapportarsi con lo chef e intervenire ad un livello tanto profondo da osare sulla “mise en place” se necessario.
È per questo che chi ha la macchina fotografica in mano deve conoscere l’arte della cucina ed avere una profonda comprensione del piatto che ha di fronte.

È in questo racconto di quel momento perfetto (ma anche della storia che c’è dietro alla creazione) che avviene la massima espressione di collaborazione tra chi ha creato il piatto e chi scatta…
In questo gioco di equilibrio, il fotografo deve essere in grado di consigliare lo chef su come produrre il risultato desiderato: come trasformare l’astratto in concreto, come passare dal concetto ad un’immagine statica.

backstage sessione di food photo, Umberto consiglio chef
Ciò può avvenire in svariati modi che a volte si traducono in sistemi semplici, come suggerire un piatto rotondo invece di un piatto quadrato, una posata rispetto ad un altra, scegliere la grana del tovagliolo e così via. Altre volte si entra più nel merito e nella complessità del soggetto.

Il Food Photography è in definitiva l’arte che nasce dalla capacità di vedere oltre il piatto per poter inquadrare attimi di gusto che diventano infiniti, trasmettono emozioni di piacere, stuzzicano l’appetito e si raccontano… attraverso gli occhi di chi guarda.

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